Il 4 febbraio scorso l'Ospedale dell' Università di Padova annuncia di aver un test rapido in grado individuare con tamponi di saliva il Coronavirus. Un grande risultato per il Veneto, (eccellenza della sanità italiana). Ma 7 giorni dopo, l' 11 febbraio, il direttore generale delle ASL Veneto e Presidente Agenzia nazionale del farmaco, Domenico Mantoan blocco tutto con una lettera indirizzata al direttore dell'ospedale di Padova e al primario dell'unità di virologia, Luciano Flor e Andrea Crisanti.
La motivazione?
"Le spese per quei tamponi non sono previste nel budget regionale." E la lettera dice che in assenza di un avallo da parte del Ministro della Salute, non si possono fare quei test.
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| Lettera Regione Veneto indirizzata al direttore dell'Ospedale di Padova |
Cosi il tampone non viene mai utilizzato. E il Veneto a 20 giorni da quando l'ospedale di Padova ha trovato il test per il Coronavirus, è il secondo focolaio in Italia, dopo la Lombardia. Sostanziamente, per colpa di uno scontro interno alla sanità regionale si è temporeggiato e l'efficacia del dispositivo di contenimento del contagio è stato minata alla radice.
. @zaiapresidente “Assunzione immediata a tempo indeterminato per 215 figure professionali della sanità, per far fronte ai maggiori carichi di lavoro legati all’emergenza coronavirus” @Emergenza24— Paolo Cagnan (@PCagnan) February 26, 2020
Contituano a dire di aver fatto quanto era neccessario mentre astacolavano chi voleva proteggere il più possibile i cittadini. Senza parole: "Luca Zaia ha fallito" !
Fonte: @tpi_news
Fonte: @tpi_news
Coronavirus, il Veneto aveva la ricetta per scovare i contagiati asintomatici già 20 giorni fa. Ma ha temporeggiato. https://t.co/fjxyXxp7Az #coronavirus
— TPI (@tpi) February 26, 2020