La situazione per cui si è deciso di blindare le strutture non ha soltanto suscitato indignazione e rabbia nei parenti dei ricoverati reclusi ed in isolamento, ma anche le perplessità di tutti coloro che sono impegnati al funzionamento delle strutture: medici, infermieri, OSS terapisti, tecnici, manutentori e fornitori che temono per sé stessi e per coloro che devono assistere. Chiudere la struttura è una decisione lacunosa. Si sarebbe dovuto prevedere invece il monitoraggio di chiunque entri nelle strutture. Una notevole quota dei ricoverati ha necessità di essere imboccata, mancando l’ausilio dei familiari, volontari, badanti come potrà il personale ordinario, molto spesso carente in organico, sopperire all'assenza di tutti quelli che all'ora dei pasti imboccavano i famigliari, per 3 volte al giorno: colazione, pranzo e cena. E’ una situazione insostenibile e ben lo sanno i sindacati CGIL - FLFP, CISL, UIL, SB e gli ordini di medici ed infermieri.
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